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Sei un commerciante o un direttore di Reparto e vuoi promuovere la mini anguria presso il tuo punto vendita? Contattaci, ti forniremo noi il materiale necessario per farlo! Le positive esperienze di commercializzazione realizzate in questi anni, i risultati e i suggerimenti per la vendita di questa anguria.
I cambiamenti sociali in atto negli ultimi dieci anni hanno convinto Cois’94 ed Hazera Genetics (link) ad investire per prime sulla Mini Anguria. Nonostante la nuova struttura sociale dei nuclei familiari sia ormai nota a tutti (1/4 delle famiglie europee è costituito da single, il 31,6% delle famiglie italiane non ha figli mentre il 45,8% ha un solo figlio, dati ISTAT) le condizioni economiche in cui versa il mercato dell’anguria di anno in anno sempre più disastrato, non hanno facilitato la promozione della Mini Anguria presso gli operatori del settore poco propensi a realizzare nuovi investimenti.
La Mini Anguria sta ridisegnando un nuovo ruolo dell’anguria sul mercato grazie alle peculiarità che essa possiede. Le sue piccole dimensioni, infatti, permettono a tutti di poter gustare una rinfrescante fetta di anguria senza doverne portare a casa necessariamente 10-15 kg o senza ricorrere ad un’anguria già tagliata. Certamente il cocomero di piccole dimensioni non potrà mai sostituire quello tradizionale ma può aprire un mercato nuovo, avvicinando moltissime persone che altrimenti, per diverse motivazioni, non acquisterebbero l’anguria tradizionale (troppo pesante ed ingobrante). Il segmento di mercato che si potrebbe creare è considerevole. Allo stato attuale è molto difficile poter azzardare una stima delle potenzialità, anche se i dati indicati in apertura riguardanti la nuova struttura sociale delineano un quadro favorevole all’affermazione di questo prodotto. Possiamo, a tal proposito aggiungere una riflessione che rende l’idea di quanto sia ampia la potenziale fetta di mercato della Mini Anguria: quante volte al giorno si consuma un pasto con il proprio coniuge/partner? Il campo che stiamo indagando è, infatti, particolare, trattandosi della “tavola”. Gli orari di lavoro attuali costringono milioni di persone a pranzare lontano da casa parecchie volte durante la settimana, facendo sì che la famiglia assuma dimensioni ancora più ridotte nei confronti dei consumi alimentari casalinghi e stimolando al contempo l’acquisto di tutti quei prodotti alimentari confezionati a singole dosi.
Nonostante ci siano tutte le premesse per la formazione di un nuovo mercato, la promozione iniziale presso i coltivatori e i commercianti si è dovuta scontrare con le disastrose condizioni economiche in cui versa il mercato dell’anguria tradizionale. Negli scorsi anni, al fine di vincere tutte le perplessità degli operatori abbiamo deciso di effettuare delle prove di commercializzazione presso la grande distribuzione necessarie a raccogliere risultati concreti e a confermare con gli stessi le buone aspettative. Come prima cosa vennero realizzate delle produzioni che furono vendute in diverse parti d’Italia accompagnate da una campagna promozionale (cartelloni, volantini, bollini da applicare ai frutti, degustazioni, ecc.) all’interno dei punti vendita. I risultati furono sorprendenti non solo per i prezzi spuntati (fino a 3,5 volte il prezzo dell’anguria tradizionale) ma anche per l’entusiasmo mostrato da chi acquistava questa novità che forse aspettava già da tempo.
Dalla nostra esperienza, ricavata dalle vendite assistite, è stato possibile notare che le figure maggiormente interessate, al momento, alla Mini Anguria sono gli anziani in generale, le signore che fanno la spesa senza il marito (anche volendo impossibilitate a portare carichi troppo gravosi), i bambini che identificano la Mini Anguria come un prodotto adatto a loro, oppure in determinate circostanze, studenti, turisti, giovani coppie, ecc.

L’osservazione dei comportamenti di acquisto nei reparti dei supermercati è utile per capire se i presupposti, che crediamo possano portare all’acquisto di un bene, siano corretti e serve a scoprire delle curiosità interessanti. Molte persone dopo l’acquisto sono state brevemente intervistate sul perché sceglievano la Mini Anguria. Qui di seguito le risposte più comuni:
Interessante è stato anche sentire espressioni del tipo “Guarda ci sono le mini angurie”, togliendo uno dei dubbi che molti operatori avevano inizialmente mostrato, timorosi che potessero essere scambiati per scarti o prodotti di seconda scelta. La perfetta forma sferica, la presentazione del prodotto con un bollino, non lasciano dubbi sulla bontà dei frutti, fatto constatato anche in assenza delle promotrici e in alcuni casi anche in mancanza del materiale pubblicitario, a testimonianza che il consumatore è ormai pronto per questa novità.
Le vendite guidate permettono di avere il contatto diretto con il pubblico e di raccogliere numerose informazioni che possono migliorare l’esperienza nella vendita. Da queste scaturiscono i seguenti consigli:

Un tipo di vendita molto interessante è quella realizzata per singolo pezzo già prezzato che mette in risalto non tanto l’importanza del prezzo legato al peso/quantità ma quanto, la disponibilità a spendere per la comodità. Il consumatore, infatti, non sta acquistando una anguria piccola ma la Mini Anguria. Ovviamente ci sono parecchi modi per realizzare questo tipo di vendita: utilizzando macchine calibratici e prezzatici e/o arricchendo il prodotto con accattivanti confezioni in cartone o in plastica. In Spagna esperienze del genere sono già state effettuate con successo ma in Italia si è dimostrato che l’utilizzo di bollini adesivi associato all’esposizione di poster personalizzati e alla novità in se stessa sono, al momento, sufficienti ad attrarre numerose persone. Ad ogni modo, anche se l’utilizzo della confezione è sicuramente affascinante e conferisce ancor più il significato di praticità all’anguria, occorre notare che questo comporta numerosi problemi che è necessario studiare e risolvere in anticipo: maggior costo/frutto, maggiore attenzione nella disposizione dei frutti nei contenitori per la vendita all’ingrosso, maggiore spazio espositivo necessario nel punto vendita (se questo non fosse sufficiente costringerebbe il responsabile di reparto ad effettuare numerosissimi viaggi al fine di mantenere l’espositore sempre pieno) e non ultimo la possibilità che alcune confezioni potrebbero rovinarsi divenendo così meno attraenti e portare così alla formazione di uno scarto che scarto non è!